HomeIngredienti Naturali › La liquirizia naturale fa male alla pressione? L’errore diffusissimo nell’autoprescrizione
Ingredienti Naturali

La liquirizia naturale fa male alla pressione? L’errore diffusissimo nell’autoprescrizione

📅 29 Agosto 2026✍️ di Cecilia Noferini⏱️ 3 min di lettura

La liquirizia naturale aumenta la pressione arteriosa in chi la assume regolarmente. Non è un mito popolare, ma un effetto farmacologico documentato. L’errore più diffuso è credere che “naturale” significhi “innocuo per tutti”: la realtà è più complessa e richiede consapevolezza.

Ogni giorno ricevo messaggi di persone che auto-prescrivono tisane, caramelle e integratori di liquirizia senza verificare le controindicazioni. Molti non sanno che la radice contiene principi attivi veri, non placebo. La liquirizia agisce nel corpo come un farmaco, e come tale va trattata.

Perché la liquirizia fa salire la pressione

Il colpevole principale è la glicirrizina, un composto che rappresenta il 10-20% della radice di liquirizia grezza. Questo principio attivo inibisce un enzima renale cruciale, la 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi, responsabile della degradazione del cortisolo.

Quando l’enzima non funziona, il cortisolo si accumula nei tessuti renali. Questo ormone aumenta il riassorbimento di sodio e la perdita di potassio. Il risultato? Ipertensione, gonfiore e squilibri elettrolitici. Non è una reazione rara: avviene in una percentuale significativa di consumatori abituali.

La ricerca clinica conferma questo meccanismo. Studi del 2000 hanno dimostrato che 100 grammi di liquirizia al giorno per 4 settimane innalzano la pressione sistolica di 11 mmHg. Non è uno scherzo fisiologico.

Il pericolo aumenta se bevi più di una tazza di tisana al giorno o consumi caramelle di liquirizia come abitudine. Gli effetti sono dose-dipendenti e cumulativi.

Chi rischia davvero

Non tutti reagiscono allo stesso modo. I fattori di rischio includono: ipertensione preesistente, insufficienza renale, diabete, assunzione di diuretici o corticosteroidi, e sensibilità genetica individuale.

Se hai la pressione già alta, la liquirizia è un nemico dichiarato. Se prendi farmaci per il cuore, gli effetti si potenziano pericolosamente. Se sei incinta, il rischio riguarda anche il feto.

L’errore peggiore è assumere liquirizia “per fare bene” senza informare il medico. Molti pazienti non lo menzionano nemmeno durante i controlli, considerandolo un semplice integratore naturale. Risultato: il medico non sa perché la pressione sale, aumenta i dosaggi dei farmaci, e il problema si aggrava.

La soluzione: consapevolezza e dosaggio

La liquirizia non è proibita, ma va usata consapevolmente. La FDA americana consiglia di non superare 100 mg di glicirrizina al giorno per periodi prolungati. L’Unione Europea è più ristrittiva per certi preparati.

Esistono estratti delicirizzinati (DGL), dove la glicirrizina viene rimossa. Se ami le proprietà antinfiammatorie e digestive della liquirizia, il DGL è l’alternativa sicura per chi ha pressione elevata.

Prima di assumere qualsiasi integratore a base di liquirizia, fai questi controlli: verifica la concentrazione di glicirrizina sull’etichetta; consulta il medico se hai pressione alta o assumi farmaci; leggi le avvertenze specifiche per il tuo stato di salute; non assumere più di quanto indicato dal produttore.

La tradizione popolare toscana che ho ereditato da mia madre insegna a rispettare le piante per quello che sono: medicine naturali, non dolcetti innocui. La liquirizia è una radice potente, meravigliosa per molti usi, ma non adatta a tutti.

L’autoprescrizione è il vero errore. Naturale non significa universale. Significa che devi conoscere chi sei tu prima di sceglierla.

Cecilia Noferini

Cecilia, cresciuta in un piccolo paese toscano, ha imparato dalla madre l’arte delle tisane a base di erbe. Oggi raccoglie e sperimenta con integratori a base di piante locali, e scrive sulle tradizioni popolari legate al benessere naturale.