La liquirizia naturale fa male alla pressione? L’errore diffusissimo nell’autoprescrizione

La liquirizia naturale aumenta la pressione arteriosa in chi la assume regolarmente. Non è un mito popolare, ma un effetto farmacologico documentato. L’errore più diffuso è credere che “naturale” significhi “innocuo per tutti”: la realtà è più complessa e richiede consapevolezza.
Ogni giorno ricevo messaggi di persone che auto-prescrivono tisane, caramelle e integratori di liquirizia senza verificare le controindicazioni. Molti non sanno che la radice contiene principi attivi veri, non placebo. La liquirizia agisce nel corpo come un farmaco, e come tale va trattata.
Perché la liquirizia fa salire la pressione
Il colpevole principale è la glicirrizina, un composto che rappresenta il 10-20% della radice di liquirizia grezza. Questo principio attivo inibisce un enzima renale cruciale, la 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi, responsabile della degradazione del cortisolo.
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Integratori venduti su siti esteri: i rischi invisibili legati a normative diverse e controlli assentiQuando l’enzima non funziona, il cortisolo si accumula nei tessuti renali. Questo ormone aumenta il riassorbimento di sodio e la perdita di potassio. Il risultato? Ipertensione, gonfiore e squilibri elettrolitici. Non è una reazione rara: avviene in una percentuale significativa di consumatori abituali.
La ricerca clinica conferma questo meccanismo. Studi del 2000 hanno dimostrato che 100 grammi di liquirizia al giorno per 4 settimane innalzano la pressione sistolica di 11 mmHg. Non è uno scherzo fisiologico.
Il pericolo aumenta se bevi più di una tazza di tisana al giorno o consumi caramelle di liquirizia come abitudine. Gli effetti sono dose-dipendenti e cumulativi.
Chi rischia davvero
Non tutti reagiscono allo stesso modo. I fattori di rischio includono: ipertensione preesistente, insufficienza renale, diabete, assunzione di diuretici o corticosteroidi, e sensibilità genetica individuale.
Se hai la pressione già alta, la liquirizia è un nemico dichiarato. Se prendi farmaci per il cuore, gli effetti si potenziano pericolosamente. Se sei incinta, il rischio riguarda anche il feto.
L’errore peggiore è assumere liquirizia “per fare bene” senza informare il medico. Molti pazienti non lo menzionano nemmeno durante i controlli, considerandolo un semplice integratore naturale. Risultato: il medico non sa perché la pressione sale, aumenta i dosaggi dei farmaci, e il problema si aggrava.
La soluzione: consapevolezza e dosaggio
La liquirizia non è proibita, ma va usata consapevolmente. La FDA americana consiglia di non superare 100 mg di glicirrizina al giorno per periodi prolungati. L’Unione Europea è più ristrittiva per certi preparati.
Esistono estratti delicirizzinati (DGL), dove la glicirrizina viene rimossa. Se ami le proprietà antinfiammatorie e digestive della liquirizia, il DGL è l’alternativa sicura per chi ha pressione elevata.
Prima di assumere qualsiasi integratore a base di liquirizia, fai questi controlli: verifica la concentrazione di glicirrizina sull’etichetta; consulta il medico se hai pressione alta o assumi farmaci; leggi le avvertenze specifiche per il tuo stato di salute; non assumere più di quanto indicato dal produttore.
La tradizione popolare toscana che ho ereditato da mia madre insegna a rispettare le piante per quello che sono: medicine naturali, non dolcetti innocui. La liquirizia è una radice potente, meravigliosa per molti usi, ma non adatta a tutti.
L’autoprescrizione è il vero errore. Naturale non significa universale. Significa che devi conoscere chi sei tu prima di sceglierla.
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